Piatto
sperimentato e appreso quando vivevo in Guatemala, io e mia moglie ne
eravamo ghiotti e lo preparavamo spesso.
Si
trovava facilmente in vendita la polpa di granchio freschissima e
deliziosa a prezzi contenuti, ne compravamo in quantità per
preparare l'insalata che vi descrivo.
Solo
durante un periodo durato un mese dovemmo astenerci dal mangiare
crostacei e frutti di mare perché apparve sulla costa quella che
chiamavano “marea rossa” formata da strane alghe con tossine che
si fissavano nella testa dei crostacei rendendoli velenosi. Passò e
riprendemmo a cibarcene.
Per
6 brave persone
½
Kg. di polpa di granchio, ½ kg. di cuore di palma (li trovate in
barattolo, comprate i più cari che dovrebbero essere i migliori,
altri invece potrebbero essere duri e fibrosi), 1 papaya, 1 limone,
olio extra vergine d'oliva, sale, pepe.
In
un'insalatiera disponete la polpa di granchio (io ho sempre usato la
polpa fresca ma in Italia penso la si trovi solo in scatola, immagino
debba quindi essere ben sgocciolata), i cuori di palma tagliati a
fettine e la papaya a cubetti.
Condite
col succo di limone, l'olio, il sale e pepe e date una bella
mescolata.
Se
trovate 6 contenitori naturali dalle opportune dimensioni usateli per
l'insalata come coppe individuali (mezzi pompelmi scavati, noci di
cocco svuotate, mezzi piccoli ananas, etc.), la stessa papaya invece
non va bene, ha la buccia troppo fine e non "portante".
Decorate a piacere con fette di limone, chele di granchio, fiori,
prezzemolo...
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